Contraccezione d’emergenza


In questa pagina i link ai documento sulla contraccezione d’emergenza. Siamo contrari all’utilizzo del termine “la pillola del giorno dopo” perché la prima regola è, laddove ve ne siano i requisiti, agire il più presto possibile

Linee Guida dell’ECEC

Il Consorzio Europeo per la Contraccezione d’emergenza ECEC ha finito l’elaborazione del documento, dell’agosto del 2014. Ne forniamo in anteprima la traduzione. Scarica il documento

Position paper Aprile 2014

Scopo delle Società scientifiche è sviluppare la conoscenza e la corretta applicazione delle pratiche professionali. Il position paper sulla contraccezione d’emergenza orale è un documento che riflette la posizione ufficiale delle due Società scientifiche italiane operanti nel campo della contraccezione: la SMIC e la SIC. Scarica il documento

Articoli sulla Contraccezione d‘emergenza dalla rivista SMIC

Sebbene la rivista sia del 2007 vi sono approfonditi documenti sulla contraccezione d’emergenza, dalla questione medico legale 

Contraccezione d’emergenza (CE)

La contraccezione d'emergenza è un metodo contraccettivo che, in caso di precedente rapporto sessuale non protetto, riduce il numero delle gravidanze indesiderate. Il termine contraccezione d’emergenza è il termine corretto per la cosiddetta “pillola del giorno dopo” per almeno due motivi: CE rappresenta il concetto di “urgenza” perché ogni ora di anticipo garantisce una maggiore efficacia, ma permette di considerare almeno come possibilità l’applicazione della spirale endouterina, tra l’altro il metodo più efficace. Vi sono tre procedure utili in ordine di efficacia:

- l’introduzione di uno IUD entro 5-7 giorni dal rapporto
- l’assunzione di Ulipristal acetato entro 5 giorni
- l’assunzione di Levonorgestrel entro 3 giorni 

Laici e cattolici devono contribuire alla riduzione della gravidanza indesiderata e dell’aborto volontario estendendo la contraccezione d'emergenza sviluppo della contraccezione e alla riduzione dell'aborto volontario. La contraccezione d'emergenza è l'ultimo baluardo utilizzabile, prima della fecondazione e il medico ha l’obbligo di assistere la donna, intervenendo con sollecitudine per evitare una interruzione volontaria della gravidanza. 

MO

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