Diritti sessuali e riproduttivi. IPPF 1995

Nel 1995, l'IPPF, International Planned Parenthood Federation e le 127 associazioni che ne fanno parte, hanno approvato una Carta sui diritti sessuali e riproduttivi basata sulla legislazione internazionale sui diritti umani, che formula 12 diritti. 


l. Il diritto alla vita, che significa tra l'altro che la vita di nessuna donna dovrebbe essere messa in pericolo a causa di una gravidanza;


2. Il diritto alla libertà e alla sicurezza della persona, che riconosce che tutti gli esseri umani devono essere liberi di godere e controllare la loro vita sessuale e riproduttiva e che nessuno dovrebbe essere costretto a subire una gravidanza, la sterilizzazione o un aborto;


3. Il diritto all'uguaglianza e il diritto a essere liberi da ogni forma di discriminazione, in base al quale ogni individuo, indipendentemente da razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, stato civile, posizione in seno alla famiglia, età, lingua, religione, opinioni politiche, nazionalità o condizione sociale, ricchezza, nascita o qualsiasi altra condizione, ha diritto a ricevere informazioni, educazione e servizi per la salute sessuale e riproduttiva;


4. Il diritto alla riservatezza, che significa che tutti i servizi relativi alla salute riproduttiva dovrebbero garantire la riservatezza ai propri utenti, in particolare per quanto attiene le informazioni confidenziali affidate agli operatori;


5. Il diritto alla libertà di pensiero, per permettere a tutti di ottenere informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva non condizionate da convinzioni religiose o morali;


6. Il diritto all'informazione e all'educazione, che garantisce il diritto di ciascuno a ricevere informazioni complete sui benefici, rischi, e sull'efficacia dei diversi metodi contraccettivi in modo che le scelte in questo campo avvengano con un consenso libero, pieno e informato;


7. Il diritto di scegliere se sposarsi o meno e di formare e pianificare una famiglia, per evitare che vengano celebrati matrimoni senza il consenso libero, pieno e informato di entrambi i partner;


8. Il diritto di decidere se e quando avere figli, vale a dire il diritto di ciascuno a servizi per la salute riproduttiva che offrano la scelta più vasta possibile di metodi anticoncezionali efficaci e sicuri, e che siano a loro volta accessibili, convenienti e graditi agli utenti;


9. Il diritto all'assistenza sanitaria e alla tutela della salute, cioè a servizi sanitari della migliore qualità possibile, e il diritto a non subire pratiche tradizioni che possono avere effetti negativi sulla salute;


10. Il diritto ai benefici del progresso scientifico, che comprende il diritto a usufruire delle tecnologie riproduttive disponibili qualora ricerche oggettive abbiano dimostrato che il rapporto rischi/benefici è accettabile e che questi metodi non nascondono effetti collaterali negativi per la salute;


11. Il diritto alla libertà di riunione e partecipazione politica, a garanzia del diritto di formare associazioni per promuovere la salute e diritti riproduttivi;


12. Il diritto di essere liberi dalla tortura e dai maltrattamenti, per proteggere bambini, donne e uomini da qualsiasi forma di violenza, abuso e fruttamento sessuale


Fonte: UICEM

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